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l'Oltepò Pavese

27/07/2015
Inchiesta Terre d'Oltrepò, il Consorzio: "Rispetto per l'inchiesta, ma ora ridare operatività alla cantina"
Il presidente Michele Rossetti chiede la salvaguardia di generazioni di vitivinicoltori

 

L'inchiesta che interessa Terre d'Oltrepò resta al centro dell'attenzione del consiglio d'amministrazione del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Il presidente, Michele Rossetti, parte da una premessa: "Il lavoro dei magistrati si rispetta e non si discute mai, neppure nei frangenti più dolorosi per un territorio".

Detto questo dà sfogo alle preoccupazioni della filiera: "Terre d’Oltrepò, prima cooperativa vitivinicola di Lombardia, significa 900 soci, 50 dipendenti, 500mila quintali d’uva pigiati ogni vendemmia e 43 milioni di euro di fatturato. Il polo cooperativo, nato dalla fusione delle storiche cantine sociali di Broni e Casteggio, fra le più antiche d’Italia, vinifica oggi il 50% delle uve dell’intero Oltrepò Pavese. Non esiste sul territorio - evidenzia Rossetti - un’altra azienda con il medesimo potenziale ed attrezzature idonee a vinificare una tale massa di prodotto".

Il fattore tempo è quindi cruciale: "L’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto la cantina e portato al sequestro di tutto il vino stoccato nelle unità produttive di Broni e Casteggio - dice Rossetti - pone a rischio la sopravvivenza stessa del comparto vitivinicolo dell’Oltrepò Pavese e, a poche settimane dall’inizio della vendemmia, rischia di mettere in ginocchio larga parte degli agricoltori della filiera, le relative famiglie e la rete dell’indotto". Ma ci sono anche preoccupazioni sul fronte dell'economia.

"C’è da considerare - rileva Rossetti - il danno sotto il profilo commerciale e dell’immagine: il non poter rispettare i contratti di fornitura con i grandi clienti-imbottigliatori di Terre d’Oltrepò, tra i quali marchi molto noti, rischia di produrre un danno di proporzioni incommensurabili presso le più grandi catene distributive nazionali ed estere, deprezzando così l’immagine del vino italiano nel mondo e provocando una crisi reputazionale irreparabile al primo territorio viticolo di Lombardia".

Il Consorzio esprime quindi un messaggio chiaro: "Ridare piena operatività alla Cantina Terre d’Oltrepò, fermo restando il rispetto dell’inchiesta, vorrà dire non condannare vecchie e giovani generazioni incolpevoli, che hanno investito tanto e che nella produzione dell’uva e del vino trovano la loro unica ed insostituibile fonte di sostentamento".

Notizie dell'Oltrepò
Michele Rossetti è il nuovo presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese
Nuovo consiglio d’amministrazione e nuovo presidente eletto all’unanimità

Nuovo consiglio d'amministrazione e nuovo presidente eletto all'unanimità per il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. A succedere a Paolo Massone dopo due mandati è Michele Rossetti, 47 anni, enologo della scuola di Alba, titolare dell'azienda La Costaiola di Montebello, forte di un passato da amministratore locale a Casteggio, già presidente di Coprovi e molto attivo nel mondo del volontariato cattolico. 

Ad affiancarlo nel nuovo e importante mandato alla guida del Consorzio saranno i vice presidenti Davide Doria, Pier Paolo Vanzini e Pier Luigi Casella designati ieri, sempre all'unanimità, dal consiglio d'amministrazione. Il nuovo consiglio sarà poi composto da: Daniele Calatroni, Cesare Forlino, Luigi Musselli, Matteo Bertè, Claudio Battaini, Filippo Nevelli, Marco Orlandi, Valeria Vercesi, Renato Guarini, Pier Nicola Olmo e Quirico Decordi. Segretario è stato nominato, sempre in modo unanime, il direttore, Emanuele Bottiroli. Il collegio sindacale sarà formato Giovanni Giorgi, Elena Cavallotti e Silvio Ottonelli. Membri supplenti: Alessandro Galluzzi e Fabio Chiesa.

Il neo presidente parte con un chiaro impegno nei confronti del primo territorio vitivinicolo della Lombardia: «Ringrazio Paolo Massone per la qualità del suo impegno e assumo l'incarico, forte di un consiglio d'amministrazione autorevole e rinnovato per il 60% con cui farò squadra da subito, - spiega Rossetti - in un momento di forte difficoltà per tutto il comparto vitivinicolo. Sono onorato e ho accettato la presidenza solo per ricostruire un clima di unità e di collaborazione, partendo dal presupposto che un Consorzio importante debba condividere le scelte ed evitare polemiche continue, che non possono che fiaccare l'autorevolezza della zona di produzione».

Rossetti parte da una priorità: «Per me fare Consorzio significa, anzitutto, lavorare per riposizionare i nostri vini e spumanti , dando loro immagine e nuovi sbocchi di mercato. Particolare attenzione sarà destinata all'internazionalizzazione dei nostri prodotti, allo scopo di aumentare il reddito delle aziende e soprattutto dei viticoltori delle nostre colline». Infine un appello agli imprenditori: «Il Consorzio non è un'impresa. L'impresa la fanno gli imprenditori, con la somma territoriale delle loro singole gestioni. Il nostro compito è quello di essere facilitatori, accompagnando lungo un percorso. Il Consorzio è la casa di tutti gli operatori che devono trovare soddisfazione alle loro esigenze, senza ostacolarsi o combattersi. C'è posto per tutti, ognuno deve solo far bene il proprio mestiere».

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"Vendemmia in Oltrepò TOUR"
Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese lancia il primo progetto per il turismo vendemmiale

 


Avete provato i villaggi turistici, i residence e i resort... ora avete voglia di vacanze in scenari agresti tra emozioni, natura, cultura, terme, sapori autentici e benessere? “Vendemmia in Oltrepò TOUR” è ciò che fa per voi. E’ un pacchetto turistico messo a punto dall’agenzia PromoFast, a partire da un’idea del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, per offrire a turisti fuori dal coro la possibilità di assaporare, per gioco, il fascino antico e la festa della vendemmia per poi godere del paesaggio, del relax termale, della ristorazione, dei vini, dei sapori tipici e dell’intrattenimento che l’incontaminato Oltrepò Pavese è in grado di offrire. Il tutto a 60 Km da Milano; a 150 Km da Torino; a 110 Km da Genova.



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Oltrepò Pavese, invito ai ristoratori del territorio
Il direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Emanuele Bottiroli, fa appello al mondo della ristorazione e della ricettività

 

Sulla promozione dei vini in ristorazione il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese cambia modulo e fa squadra: basta appelli stando alla finestra ma nuove opportunità, mettendosi in gioco per convincere i titolari degli esercizi ricettivi a scommettere sui vini di casa, garantendo qualche vantaggio competitivo. Il neo direttore del Consorzio, Emanuele Bottiroli, ha pubblicato su Youtube, Facebook, Twitter e sul sito  del Consorzio un video messaggio ai titolari di bar, ristoranti, alberghi e tutti i pubblici esercizi del territorio perché diventino sempre più ambasciatori dell’Oltrepò Pavese.

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Elenco completo  »

Mappa dell'Oltrepò Pavese

Il Territorio

L'Oltrepò Pavese sta riaffermando la sua antica storia spumantistica, sfruttando come base l'elegante e internazionale Pinot nero. Le differenti vocazionalità territoriali prevedono la distinzione tra aree adatte alla vinificazione a base spumante e zone più idonee alla vinificazione in rosso. Le varie delimitazioni sono state create analizzando i parametri climatici, pedologici e morfologici.