Notizie dell'Oltrepò Pavese

Oltrepò Pavese, tutti i colori del Pinot nero

Data di pubblicazione: 07/05/2012

Pinot nero, vitigno poliedrico che esprime diversi ‘colori’ Nella seconda metà del 1800, a Rocca de’ Giorgi, il Conte Carlo Giorgi di Vistarino impianta, con successo, diversi ettari di cloni francesi. È l’inizio di un’avventura che coinvolgerà tutto il territorio, caratterizzandolo per una fortissima vocazione spumantistica.

A contemplare questo vitigno arrivano nel 1970 la Doc ‘Oltrepò Pavese’ mentre nel 2007 nascono la Docg ‘Oltrepò Pavese Metodo Classico’ e nel 2010  la Doc ‘Pinot nero dell’Oltrepò Pavese’, quest’ultima dedicata al vino rosso fermo. Se traduciamo i vini in colori, quindi, le possibilità ‘cromatiche’ del Pinot nero in Oltrepò sono molteplici, e vanno dal bianco al rosso, passando per il rosa.

L’opzione ‘in rosato’ della Docg ha conferito alle bollicine il valore della naturalità (la leggera spremitura del Pinot nero spontaneamente genera un mosto colorato) e soprattutto un marchio immediatamente riconoscibile dal consumatore, ‘Cruasé’ (termine che deriva da ‘cru’, ovvero selezione, e ‘rosè’).

Preponderante numericamente rimane comunque la versione ‘bianca’, che, si distingue per il nerbo e l’austerità varietali, apprezzati dagli estimatori, più o meno intensamente ammorbiditi dagli apporti del lievito nella lunga permanenza sulle fecce. Capitolo a parte merita invece la vinificazione in rosso del Pinot nero, intrapresa da alcune aziende a partire dagli anni Cinquanta, e che ha portato alla Doc dedicata che prevede unicamente la versione ‘ferma’.

«È un percorso – chiosa Marenghi – quello del Pinot nero vinificato in rosso, che come gli enologi di tutto il mondo ben sanno, è irto di tensioni e, spesso, delusioni, ma foriero dei più mirabolanti successi quando tutti gli elementi della vocazionalità si esprimono. Una sfida difficile che permette all’Oltrepò di gareggiare con aree mondiali dove le bottiglie incarnano il mito stesso del vino».