Lieviti Cruasè

Il Cruasé

Cruasé: etimologia di una nuova tendenza

Cruasé, tecnicamente, è una parola macedonia formata dalla fusione tra “cru” (selezione) e “rosé” con l’interposizione di una “a” che fa da congiunzione. Il percorso per arrivare al nome del nuovo prodotto simbolo dell’Oltrepò Pavese, un rosé naturale DOCG da uve Pinot nero ottenuto attraverso il Metodo Classico, ha dato modo di riappropriarsi di un pezzo importante di storia locale. Cruà era l’antico nome del vitigno/vino per eccellenza prodotto in Oltrepò Pavese, a cavallo del 1700.

Il Consorzio si è mosso traendo spunto da un’eredità quasi dimenticata fuori dai confini lombardi, riattualizzata per dettare una tendenza sul mercato italiano ed estero. L’antico nome del vitigno principe dell’Oltrepò Pavese è facile da ricordare e suona dolce. Un nome da riprendere, modificare e rilanciare. L’idea giusta per farlo è arrivata mentre il Consorzio stava lavorando sul concetto “naturalmente rosé” mai espresso in Italia e tantomeno nel mondo delle bollicine, dove si è sempre fatto perno su cuvée da uve bianche e rosse, da mosti o da vini.

Unendo le due espressioni “Cruà”, come cru ma anche come migliore espressione storica del rapporto vino-territorio, e “rosé”, vino poco valorizzato in Italia ma dall’enorme potenziale, è nato “Cruasé”. E’ il marchio collettivo di proprietà del Consorzio, disciplinato da un apposito regolamento, a supporto della Docg Oltrepò Pavese Metodo Classico Rosé.
Il regolamento per produrlo prevede una serie di parametri che, comunque, partono dalla base del disciplinare: minimo 85% di Pinot nero con la specifica di vitigno nella DOCG. Nel regolamento del marchio viene dato molto peso alla presentazione delle bottiglie e all’abbigliaggio, ovviamente l’uso è esclusivo per la DOCG.

I primi rilevanti numeri si sono registrati a partire dal 2010. Il mercato, inizialmente, è stato quello italiano anche se dal Vinitaly dello stesso anno si è acceso l’interesse d’Inghilterra e Germania per la nuova produzione. Sommelier, degustatori e appassionati al mondo del vino sono già stuzzicati dal primo rosé naturale per nascita, per disciplinare e, soprattutto, per scelta di territorio. Piace anche il collegamento storico al Cruà. Cruasé non è quindi una fredda invenzione del marketing, ma la veste moderna e di grande appeal di un’antica tradizione vitivinicola lombarda e nazionale.

Le nuove bollicine rosa non possono che rappresentare un nuovo punto di riferimento della spumantistica di qualità e di denominazione italiana. L’unico rosé naturale da uve a bacca rossa e di classe Docg sarà quello dell’Oltrepò Pavese. Un vino pensato per il canale HoReCa (hotel, ristoranti e catering) ma anche per il consumatore evoluto che a un vino chiede qualità, emozioni e il racconto di un’evoluzione rispettosa della storia. Punto di forza sarà anche il rapporto qualità-prezzo, a misura di mercato interno e borsa dell’export. Il Cruasé è già destinato a diventare il nuovo biglietto da visita di un territorio che fa della qualità e della naturalezza il proprio vanto.

Non solo ottime bottiglie, insomma, il valore aggiunto è la moltitudine di piccole e medie aziende che in Oltrepò Pavese hanno deciso di cominciare a spumantizzare. Per far grande il Cruasé si sono messe in gioco realtà, anche blasonate, che nella loro storia mai avevano prodotto bollicine Metodo Classico.

www.cruase.it